Associazioni Professionali: I Segreti Svelati per Non Perdere Vantaggi e Evitare Svantaggi (Guida Completa)

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Ciao a tutti, cari professionisti e futuri colleghi! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che, diciamocelo, crea sempre un po’ di dibattito nel nostro mondo: iscriversi o meno a un’associazione professionale o, per alcune categorie, a un Ordine.

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Ho notato che tantissimi di voi si interrogano sui reali benefici e sulle possibili sfide di questa scelta, specialmente in un mercato del lavoro che cambia alla velocità della luce, dove l’aggiornamento e la rete di contatti sono più che mai fondamentali.

In questi anni, da quando ho iniziato la mia avventura nel mondo professionale, ho imparato che fare squadra e condividere esperienze può davvero fare la differenza.

Mi è capitato di trovarmi di fronte a normative complesse o a situazioni di mercato nuove e, credetemi, avere il supporto di una comunità di esperti è stato impagabile.

Non è solo una questione di credibilità o di tutela, che pure sono aspetti importantissimi. C’è molto di più, come la possibilità di accedere a formazione d’eccellenza, di ampliare il proprio network e di trovare nuove opportunità che da soli difficilmente intercetteremmo.

Certo, ci sono anche i costi e, a volte, un po’ di burocrazia, ma sono convinta che il gioco valga la candela. Ma quali sono, nello specifico, i pro e i contro di questa decisione per noi professionisti italiani?

E come possiamo assicurarci di fare la scelta giusta per la nostra carriera e il nostro business? Preparatevi, perché andremo a fondo su questo tema cruciale.

Nel prossimo approfondimento, scopriremo insieme tutti i dettagli che ti servono per decidere con consapevolezza!

Perché non rimanere un “lupo solitario”: la forza della comunità

Quando ho iniziato la mia attività, devo ammettere, ero un po’ scettica. L’idea di dover pagare una quota annuale per far parte di un “club” mi sembrava quasi un vezzo, qualcosa di cui si poteva fare a meno, specialmente quando si è agli inizi e ogni centesimo conta.

Ma poi, con il tempo, ho capito una cosa fondamentale: il professionista che lavora da solo, per quanto brillante possa essere, è come un’isola. E noi, diciamocelo, abbiamo bisogno di un continente, di un ecosistema che ci nutra, ci supporti e ci dia la possibilità di crescere.

Ho avuto un’esperienza diretta qualche anno fa, quando mi trovai a gestire un cliente con un caso davvero spinoso e complesso, che toccava aspetti normativi che non avevo mai affrontato prima.

Mi sentivo persa, onestamente. Poi, ricordai di aver partecipato a un evento dell’associazione e di aver scambiato due chiacchiere con una collega che sembrava esperta proprio in quel settore.

Le scrissi, quasi senza speranza, e invece la sua disponibilità fu incredibile. Mi diede consigli preziosi, mi indirizzò verso le risorse giuste e, in pochi giorni, riuscii a sbloccare la situazione.

Ecco, in quel momento ho capito il vero valore della comunità. Non è solo un nome sul biglietto da visita, è un rifugio, una fonte inesauribile di conoscenza e un paracadute quando le cose si fanno difficili.

Sentirsi parte di qualcosa di più grande ti dà una marcia in più, una sicurezza che, da solo, fai fatica a costruire.

Condividere esperienze e superare ostacoli

  • Quante volte ci troviamo di fronte a un problema che ci sembra insormontabile, solo per scoprire che un collega l’ha già affrontato e risolto? L’associazione è proprio questo: un forum vivente dove si scambiano idee, si chiedono pareri, si condividono successi e insuccessi. Io stessa ho tratto enorme beneficio dalle discussioni su temi pratici, come la gestione delle fatture complesse o l’approccio a nuovi software di settore. È un po’ come avere un team di consulenti sempre a disposizione, pronti a darti una mano o un consiglio.

Il senso di appartenenza che motiva

  • Al di là degli aspetti pratici, c’è un lato emotivo non trascurabile. Far parte di un’associazione ti dà un senso di appartenenza, ti fa sentire parte di una categoria professionale con valori e obiettivi comuni. Questo, a livello personale, è un potente motore motivazionale. Ti spinge a migliorare, a confrontarti, a non mollare. Ricordo le cene associative, dove le risate si mescolavano a discussioni approfondite sul futuro della nostra professione. Sono momenti che ricaricano le batterie e ti ricordano perché hai scelto questa strada.

La credibilità che apre porte: un marchio di qualità per il tuo lavoro

Nel panorama professionale italiano, sempre più affollato e competitivo, distinguersi è diventato un imperativo. Non basta essere bravi nel proprio mestiere; bisogna anche saper comunicare questa eccellenza e, soprattutto, farla riconoscere.

Ed è qui che l’iscrizione a un’associazione professionale o a un Ordine assume un ruolo cruciale. È, a tutti gli effetti, un vero e proprio “bollino di qualità” che applichi sul tuo operato.

Quando un potenziale cliente cerca un professionista, la prima cosa che fa, dopo aver magari sentito il passaparola, è verificare la sua serietà e affidabilità.

E vedere che fai parte di un organismo riconosciuto, con un codice etico e standard professionali ben definiti, fa tutta la differenza del mondo. Personalmente, ho notato un cambiamento radicale nell’approccio dei nuovi clienti da quando ho iniziato a mettere in evidenza la mia appartenenza all’associazione.

Non è più solo una questione di “quanto costi” o “quali servizi offri”, ma c’è subito un sottotesto di fiducia e rispetto. Ho avuto modo di parlare con diversi clienti che mi hanno candidamente ammesso di aver scelto me rispetto ad altri proprio perché l’associazione garantiva un certo livello di professionalità e una tutela in caso di problemi.

Questo non ha prezzo, perché la fiducia è la moneta più preziosa nel nostro settore.

Costruire una reputazione solida

  • Essere parte di un Ordine o un’associazione significa aderire a principi di condotta e qualità. Questo si traduce in una reputazione più solida e affidabile. I clienti, ma anche i colleghi, tenderanno a percepirti come un professionista più serio e impegnato. Ricordo la soddisfazione di essere stata invitata a parlare a un evento di settore, proprio in virtù della mia appartenenza all’associazione e della visibilità che ne derivava. È un circolo virtuoso che alimenta la tua credibilità.

Accesso a bandi e opportunità esclusive

  • Non è solo una questione di percezione esterna. Molte gare d’appalto, bandi pubblici o collaborazioni con enti di un certo calibro richiedono espressamente l’iscrizione a un albo o a un’associazione riconosciuta. Senza questa “certificazione”, saresti automaticamente escluso da opportunità che potrebbero rappresentare una svolta per la tua carriera. Ho visto colleghi perdere occasioni importanti solo per non aver fatto questo piccolo, ma fondamentale, passo. È una barriera d’ingresso che, una volta superata, ti apre un mondo.
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Formazione continua e aggiornamenti: restare un passo avanti è fondamentale

Il nostro mondo professionale è in costante evoluzione. Normative che cambiano, nuove tecnologie che emergono, metodologie che si trasformano… restare fermi significa, letteralmente, rimanere indietro.

E chi di noi vuole essere obsoleto? L’iscrizione a un’associazione o un Ordine professionale, in molti casi, non è solo una scelta, ma un vero e proprio obbligo morale e professionale per garantire ai propri clienti un servizio sempre all’altezza.

E la cosa bella è che queste realtà lo sanno bene e offrono un ventaglio di opportunità formative che, da soli, faremmo fatica a reperire o a finanziare.

Penso ai corsi di aggiornamento su nuove leggi fiscali, ai workshop sulle ultime frontiere del digitale, ai seminari con esperti di fama internazionale.

Ho partecipato a diverse di queste iniziative e ogni volta ne sono uscita arricchita, non solo per le nuove competenze acquisite, ma anche per il confronto con relatori e colleghi.

Ricordo un corso sulla privacy e il GDPR che mi ha permesso di evitare errori clamorosi e di offrire un servizio più completo ai miei clienti. È un investimento su te stesso che ha un ritorno immediato e duraturo.

Non è solo un “dovere”, è un privilegio poter accedere a risorse così preziose.

Corsi, workshop e seminari di alto livello

  • Le associazioni spesso organizzano eventi formativi esclusivi, con relatori di prestigio e contenuti mirati alle specifiche esigenze della professione. Ho notato che la qualità di questi corsi è spesso superiore a quella che si trova sul mercato libero, anche perché sono pensati da professionisti per professionisti. Questo ti permette di mantenere un livello di competenza elevato e di distinguerti dalla massa.

Accesso a risorse e pubblicazioni esclusive

  • Oltre alla formazione frontale, molte associazioni mettono a disposizione dei propri membri banche dati, riviste di settore, studi e pubblicazioni che rappresentano una miniera d’oro di informazioni. Sono risorse che ti tengono costantemente aggiornato sulle novità e sulle tendenze, senza dover spendere tempo e denaro per cercarle altrove. Ho trovato spesso risposte a dubbi complessi consultando le guide interne o gli archivi dei convegni passati.

Network che genera opportunità: il valore dei contatti giusti

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che “chi ha contatti, ha tutto”. Scherzi a parte, il networking non è solo una parola alla moda, è una componente essenziale per la crescita professionale e per l’espansione del proprio business.

E le associazioni professionali sono, per definizione, veri e propri hub di connessioni. Pensateci: in un unico luogo, fisico o virtuale, si incontrano professionisti con esperienze diverse, specializzazioni complementari, tutti con un obiettivo comune: crescere e fare rete.

Ho stretto amicizie e collaborazioni che mai avrei immaginato se fossi rimasta chiusa nel mio studio. Ricordo una volta, durante un aperitivo organizzato dall’associazione, ho incontrato un collega che si occupava di un settore molto specifico e in crescita, che io non coprivo.

Abbiamo iniziato a collaborare su alcuni progetti, creando una sinergia che ha portato benefici ad entrambi e ha ampliato il nostro portfolio clienti.

È incredibile come un semplice scambio di biglietti da visita possa trasformarsi in qualcosa di così proficuo. Non si tratta solo di trovare nuovi clienti, ma anche di trovare partner per progetti complessi, mentori che ti guidano, o semplicemente persone con cui confrontarsi su sfide comuni.

È un investimento sociale che, credetemi, ripaga sempre.

Eventi e incontri esclusivi per membri

  • Le associazioni organizzano regolarmente eventi, convegni, cene sociali e workshop che sono occasioni perfette per incontrare colleghi, scambiare idee e creare nuove connessioni. Ho sempre cercato di partecipare a più eventi possibili, perché ogni volta ho portato a casa un nuovo contatto o un’idea che mi ha permesso di svoltare.

Collaborazioni professionali inaspettate

  • Spesso, le migliori collaborazioni nascono proprio all’interno della rete associativa. Ho visto nascere partnership solide e durature tra professionisti che si sono conosciuti a un convegno e hanno scoperto di avere visioni complementari. Queste sinergie possono aprire le porte a progetti più grandi e ambiziosi, che da soli sarebbero impossibili da realizzare. È il potere del “fare squadra”, che va oltre la semplice competizione.
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Sfide e costi: quando l’investimento ripaga (o no?)

Non voglio dipingere un quadro idilliaco, perché la realtà è fatta anche di sfide e, diciamocelo, di costi. L’iscrizione a un’associazione o a un Ordine comporta, quasi sempre, una quota annuale.

E, soprattutto all’inizio della carriera, o in momenti di particolare magra, questa voce di spesa può sembrare un peso non indifferente. L’ho provato sulla mia pelle: c’è stato un periodo in cui mi chiedevo se ne valesse davvero la pena, se quei soldi non potessero essere investiti in altro modo.

A questo si aggiunge, a volte, un po’ di burocrazia. Moduli da compilare, scadenze da rispettare, regole associative da seguire. Non sempre è tutto rose e fiori, e a volte si ha la sensazione che il tempo speso per queste incombenze potrebbe essere impiegato diversamente.

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Però, e qui sta il punto cruciale, ho imparato a vederlo come un vero e proprio investimento, non una semplice spesa. Come qualsiasi investimento, ha un rischio, ma anche un potenziale ritorno.

La chiave è valutare attentamente il rapporto costi-benefici per la propria specifica situazione. Non tutte le associazioni sono uguali, e non tutte offrono gli stessi vantaggi.

La domanda da porsi è: “Quello che ricevo in termini di credibilità, formazione, networking e tutela, giustifica il costo e lo sforzo?”. Per me, la risposta è stata quasi sempre “sì”.

Valutare l’investimento economico

  • È fondamentale analizzare la quota associativa e i costi accessori (eventuali corsi obbligatori, eventi a pagamento) in relazione ai propri guadagni e al proprio budget. Non bisogna guardare solo al numero, ma al valore percepito e ai potenziali ritorni. A volte, un costo maggiore può significare un’offerta di servizi e opportunità superiore.

La burocrazia e il tempo richiesto

  • Non nascondiamocelo: c’è sempre un minimo di “carte” da sbrigare. Ma ho imparato che questo è spesso un piccolo prezzo da pagare per la regolarità e la trasparenza che l’iscrizione comporta. Organizzarsi bene e tenere d’occhio le scadenze può aiutare a gestire al meglio anche questi aspetti, che col tempo diventano routine.

Tutela e supporto: non sentirsi mai soli di fronte alle difficoltà

Essere un professionista autonomo, per quanto stimolante, può essere anche incredibilmente solitario, soprattutto quando si presentano problemi o controversie.

Un cliente insoddisfatto, un contenzioso legale, un dubbio etico… in questi momenti, avere una struttura alle spalle che ti offre tutela e supporto è una vera e propria benedizione.

Io, per fortuna, non ho mai avuto problemi enormi, ma ricordo un’occasione in cui un cliente cercò di non pagarmi per un lavoro che avevo regolarmente svolto, adducendo scuse bizzarre.

Ero furiosa e un po’ disorientata. Contattai lo sportello legale dell’associazione e, nel giro di poche ore, mi diedero indicazioni chiare su come procedere, quali documenti produrre e quali diritti avevo.

La loro consulenza fu risolutiva: con una lettera ben redatta, il cliente si affrettò a saldare. Senza quel supporto, probabilmente avrei perso tempo prezioso e, forse, anche il mio denaro.

Questa esperienza mi ha fatto capire che il valore della tutela non è quantificabile solo in euro, ma in serenità, sicurezza e la certezza di non essere abbandonati a sé stessi di fronte alle avversità.

È un po’ come avere un’assicurazione sulla propria carriera, con la differenza che qui hai anche una voce e un’esperienza umana che ti guida.

Consulenza legale e etica

  • Molte associazioni offrono servizi di consulenza legale e etica, un vero e proprio salvavita quando ci si trova in situazioni ambigue o potenzialmente rischiose. Sapere di poter contare su esperti che ti aiutano a navigare le complessità normative è un enorme sollievo.

Supporto in caso di contenziosi

  • In caso di dispute con clienti o terze parti, l’associazione può offrire mediazione, supporto legale o indicazioni su come gestire al meglio la situazione, proteggendo i tuoi interessi e la tua reputazione professionale. Questo riduce notevolmente lo stress e il rischio di errori.
Aspetto Vantaggi dell’Iscrizione Considerazioni Importanti
Credibilità e Riconoscimento Rafforza la reputazione professionale, “bollino di qualità” per i clienti. La percezione può variare a seconda della notorietà dell’associazione.
Formazione e Aggiornamento Accesso a corsi esclusivi, seminari e risorse per restare sempre aggiornati. Alcuni corsi potrebbero avere costi aggiuntivi o richiedere tempo extra.
Networking e Opportunità Possibilità di creare contatti preziosi, collaborazioni e nuove opportunità di business. Richiede un investimento attivo di tempo e partecipazione agli eventi.
Tutela e Supporto Assistenza legale, etica e supporto in caso di controversie o dubbi. I servizi di tutela possono avere limiti o specificità da verificare.
Costi e Burocrazia Investimento annuale per la quota e gestione di pratiche amministrative. Valutare attentamente il rapporto costi-benefici in base alla propria situazione.
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Costruire il tuo futuro: scegliere l’associazione giusta per te

Ora che abbiamo sviscerato un po’ tutti gli aspetti, positivi e meno entusiasmanti, c’è un’ultima domanda fondamentale da porsi: come si fa a scegliere l’associazione giusta, quella che fa davvero al caso nostro?

Perché, fidatevi, non sono tutte uguali. Alcune sono più generaliste, altre estremamente specifiche per nicchie di mercato. Alcune più orientate alla formazione, altre al lobbying.

Io, prima di iscrivermi, ho fatto una ricerca approfondita, ho parlato con colleghi già associati, ho partecipato a qualche evento aperto al pubblico come “ospite” per capire l’ambiente e le persone.

È un po’ come scegliere un partner in affari: deve esserci sintonia, devono esserci valori condivisi e, soprattutto, deve esserci un chiaro beneficio per la tua crescita.

Non fermatevi alla prima che trovate o a quella che “tutti dicono sia buona”. Prendete il tempo necessario per valutare. Chiedetevi quali sono i vostri obiettivi professionali a breve e lungo termine.

Cercate un’associazione che non solo vi dia un nome, ma che vi offra strumenti concreti per raggiungere quei traguardi. È una decisione importante che può davvero indirizzare il corso della vostra carriera.

E ricordate, non è una scelta irreversibile, ma è bene farla con consapevolezza fin dall’inizio.

Ricercare e confrontare le diverse realtà

  • Non esiste un’associazione “migliore” in assoluto, ma quella più adatta alle tue esigenze. Dedica tempo alla ricerca online, consulta i siti ufficiali, leggi gli statuti e i codici etici. Parla con chi ne fa già parte, chiedi opinioni e testimonianze. Questo ti darà un quadro più chiaro delle opzioni disponibili.

Partecipare a eventi aperti e chiedere informazioni

  • Molte associazioni organizzano giornate “porte aperte”, webinar informativi o eventi a cui è possibile partecipare anche senza essere iscritti. Sfrutta queste occasioni per toccare con mano l’ambiente, incontrare i referenti e porre tutte le domande che hai. È il modo migliore per capire se c’è feeling e se l’offerta formativa e di servizi si allinea alle tue aspettative.

In chiusura

Amici professionisti, spero che questo viaggio attraverso i vantaggi e le sfide dell’iscrizione a un’associazione professionale vi sia stato utile. Io stessa, nel corso degli anni, ho avuto modo di toccare con mano quanto sia fondamentale non rimanere isolati. Non si tratta solo di una formalità burocratica o di un costo aggiuntivo, ma di un vero e proprio investimento su noi stessi e sulla nostra crescita, sia umana che professionale. Ricordatevi che il successo non è quasi mai un percorso solitario, ma il frutto di incontri, scambi e supporto reciproco. Non abbiate paura di esplorare le opportunità che una comunità vibrante può offrirvi.

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Consigli utili da non perdere

1. Fai la tua ricerca approfondita: Prima di iscriverti, prenditi tutto il tempo necessario per esplorare le diverse associazioni disponibili nel tuo settore. Ogni “club” ha la sua anima e le sue specificità, assicurati che i loro valori e la loro offerta rispecchino le tue esigenze e i tuoi obiettivi di carriera. Non avere fretta, è una decisione importante!

2. Partecipa agli eventi aperti: Molte associazioni organizzano webinar, seminari o giornate “porte aperte” accessibili anche ai non iscritti. Sfrutta queste occasioni per respirare l’aria che si respira al loro interno, conoscere i membri e i responsabili. È il modo migliore per capire se “c’è il feeling giusto” prima di impegnarti.

3. Sii proattivo nel networking: Una volta entrato, non sederti sugli allori! Il vero valore dell’associazione sta nelle connessioni che puoi creare. Partecipa attivamente agli eventi, presentati, scambia idee e biglietti da visita. Le opportunità più belle nascono spesso da un semplice caffè o da una chiacchierata informale.

4. Sfrutta al massimo le risorse formative: Le associazioni sono spesso una miniera d’oro per la formazione continua. Dalle banche dati alle riviste di settore, dai corsi specialistici ai seminari con esperti, assicurati di attingere a tutte queste risorse. È un modo per rimanere sempre aggiornato e un passo avanti rispetto alla concorrenza, senza dover spendere cifre esorbitanti.

5. Valuta periodicamente il tuo investimento: Ogni tanto, fermati a riflettere. L’associazione ti sta ancora offrendo quello di cui hai bisogno? I benefici superano ancora i costi e il tempo che le dedichi? Il mondo cambia, le tue esigenze pure. Essere flessibili e pronti a rivalutare è sempre una buona strategia per assicurarti che ogni tuo investimento sia fruttuoso.

L’essenziale in breve

Ricorda che aderire a un’associazione professionale significa investire in credibilità e riconoscimento per il tuo lavoro, accedere a una formazione continua di qualità che ti manterrà aggiornato e competitivo, ampliare la tua rete di contatti per nuove opportunità e, non da ultimo, garantirti tutela e supporto nei momenti di difficoltà. Non è un percorso senza sfide o costi, ma la forza della comunità e i vantaggi che ne derivano spesso superano di gran lunga l’impegno richiesto, fornendoti un ecosistema di crescita e sicurezza.

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Quali sono i vantaggi concreti e meno ovvi di far parte di un’associazione professionale o di un Ordine in Italia, al di là della semplice credibilità?

R: Ragazzi, questa è una domanda che mi sento fare spessissimo! È vero, la credibilità e la tutela legale sono fondamentali, ma pensateci bene: il vero valore aggiunto spesso sta nelle opportunità che non avreste mai immaginato.
Ad esempio, io stessa, qualche anno fa, mi sono trovata in un vicolo cieco con un cliente importante a causa di una nuova normativa fiscale di cui non avevo la minima idea.
Se non fossi stata parte della mia associazione, avrei perso il lavoro e forse anche la faccia. Invece, grazie a un webinar esclusivo e a un confronto diretto con un collega più esperto nella chat interna, ho risolto tutto in un batter d’occhio!
Ma non è solo questo. Immaginatevi di poter accedere a una biblioteca digitale con studi di settore aggiornatissimi, o a corsi di formazione super specifici, magari con sconti riservati, che da soli vi costerebbero un occhio della testa.
Io ho seguito un corso sulla digitalizzazione delle piccole imprese che mi ha aperto un mondo, permettendomi di offrire nuovi servizi e, di conseguenza, di aumentare i miei guadagni.
E poi c’è il networking, quello vero! Non parlo di scambiare due battute a un evento. Parlo di costruire relazioni solide, di trovare mentori, di scovare partner per progetti ambiziosi.
Ricordo quando cercavo un grafico freelance per un progetto urgente: ho postato una richiesta nel forum interno e ho trovato una persona super competente in meno di un’ora.
Insomma, si crea una vera e propria community dove il supporto reciproco è all’ordine del giorno. È come avere una squadra di supereroi al proprio fianco, sempre pronta ad aiutarti a superare qualsiasi ostacolo.
Non è fantastico? Questi sono i tesori nascosti che scopri solo quando sei dentro!

D: Le quote associative e la burocrazia sono spesso percepite come ostacoli. Ne vale davvero la pena, in termini di ritorno sull’investimento (ROI), per noi professionisti italiani?

R: Ah, il tasto dolente delle quote e della “carta”! Capisco perfettamente le vostre perplessità, è normale fare due conti e chiedersi se l’investimento sia giustificato.
Ebbene, dal mio punto di vista, che è quello di chi ci è passata, la risposta è un deciso “sì”, ma con un “dipende” fondamentale: dipende da come si sfrutta l’appartenenza.
Pensateci così: la quota annuale non è una tassa, è un investimento sul vostro futuro professionale. Certo, all’inizio può sembrare una spesa, ma se la si guarda nell’ottica delle opportunità che offre, il ROI può essere incredibile.
Personalmente, ho calcolato che il valore delle formazioni gratuite o a costo ridotto a cui ho avuto accesso in un solo anno superava di gran lunga la mia quota associativa.
Senza contare i contatti preziosi che ho creato e che si sono trasformati in nuove collaborazioni o in segnalazioni di clienti. Immaginate di dover affrontare da soli le sfide del mercato, le continue evoluzioni normative, la ricerca di formazione di qualità…
Quanto vi costerebbe in tempo e denaro? L’associazione o l’Ordine vi offre un “pacchetto completo” che vi permette di risparmiare tempo prezioso (che potete dedicare ai vostri clienti!) e di accedere a risorse di alto livello.
La burocrazia? Sì, a volte c’è, ma è quasi sempre finalizzata a garantire trasparenza, qualità e tutela per noi professionisti e per i nostri clienti.
Considerate che l’Ordine, per alcune categorie, è proprio la porta d’accesso per poter esercitare legalmente la professione. Senza, semplicemente non si può operare.
Quindi, il mio consiglio spassionato è di non vedere la quota come un costo, ma come un biglietto d’ingresso per un club esclusivo che vi fornisce strumenti, conoscenze e una rete di supporto che da soli, credetemi, fatichereste a costruire.
Il ritorno, se sarete proattivi e parteciperete attivamente, arriverà eccome!

D: Come faccio a scegliere l’associazione o l’Ordine giusto per la mia specifica professione e per il mio percorso di carriera qui in Italia, e come può concretamente influire sul mio futuro professionale?

R: Ottima domanda! Capire quale sia la “casa” giusta per la propria professione è cruciale. Non è come scegliere un vestito, ma quasi!
La prima cosa che ho fatto io, quando ho dovuto prendere questa decisione, è stata una ricerca approfondita. Non mi sono fermata alla prima che ho trovato!
Innanzitutto, verificate se per la vostra professione esiste un Ordine professionale riconosciuto dallo Stato. In Italia, per alcune categorie (medici, avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti, per citarne alcuni) l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per poter esercitare legalmente.
Questa è una discriminante enorme! Se non c’è un Ordine, allora cercate le associazioni professionali più autorevoli e riconosciute nel vostro settore.
Come le identificate? Guardate la loro storia, la loro reputazione, i servizi che offrono (formazione, assistenza legale, opportunità di networking, pubblicazioni).
Poi, un aspetto che a me sta molto a cuore: parlate con i colleghi! Chiedete, informatevi, ascoltate le loro esperienze. Io ho contattato diversi professionisti che ammiravo e ho chiesto loro direttamente: “Ma tu come ti trovi?
Quali sono i pro e i contro che hai riscontrato?”. Le loro testimonianze sono state preziose e mi hanno aiutato a capire quale associazione fosse più allineata ai miei valori e ai miei obiettivi di crescita.
Infine, pensate all’impatto sul vostro futuro. L’associazione o l’Ordine può aprirvi porte che altrimenti rimarrebbero chiuse. Può darvi accesso a bandi, a progetti, a collaborazioni internazionali.
Può farvi diventare un punto di riferimento nel vostro settore, aumentando la vostra visibilità e, di conseguenza, la vostra clientela. Ricordo quando ho presentato il mio primo progetto importante e la mia affiliazione all’associazione è stata un plus non da poco, dando subito un’impressione di serietà e competenza.
È un biglietto da visita potente che comunica subito: “Questo professionista è serio, aggiornato e tutelato”. Scegliere bene significa investire sulla propria credibilità e sul proprio percorso di successo!

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